mercoledì 12 febbraio 2014

Vergogna (John Maxwell Coetzee)


David Lurie. Professore universitario in balia di profondi sconvolgimenti e rivolgimenti.
Un'accusa infame da parte di un allieva infida.
Un mondo che non riconosce più, quello del Sudafrica, ancora pervaso ed invaso dalle tenebre del razzismo.
E poi sua figlia, lucidamente ribelle, omosessuale, alla ricerca di isolamento, dignità, fierezza.
E poi la cieca e sorda violenza degli uomini.
Alla fine forse vale la pena di amare solo gli animali.
Forse.
Questo ed altro racconta Vergogna di John Maxwell Coetzee, Nobel nel 2003. 





Il professor Lurie non può sopportare di essere giudicato. Soprattutto dai suoi colleghi professori universitari, tanto bravi a impartire lezioni di etica e morale ma in realtà saprofiti, arrivisti, libidinosi come e peggio di lui. Va bene ha avuto una relazione con l'allieva, Melanie Isaacs. Non ha potuto nulla. Per quanto ancora imberbe e fatua dalla testa ai piedi, esercitava un'attrazione su di lui quantomeno fatale. Non si doveva fare ed allora nessun dubbio, è colpevole. Ma non l'ha mai molestata, affatto, perlomeno non nel senso che la viscida, prevenuta e magniloquente commissione d'inchiesta intende . 

Si lascia licenziare, ma più per dispetto che per diritto. Al diavolo il mondo universitario, quella falsità strisciante che lo pervade in ogni sua fibra e che viene abilmente nascosta .

Persa la bussola, cerca di orientarsi verso una nuova vita accampandosi presso la alternativa figlia Lucy, una composita mistura fra omosessualità non troppo latente, bucolicismo d'annata con la sua vita appartata e nature nella sua piccola tenuta, l'amore viscerale per i cani , alimentato anche dalla sua collaborazione gratuita presso la clinica clinica veterinaria a base volontaristica gestita dai coniugi Shaw, i quali curano  animali fino alle estreme conseguenze. Il loro amore infatti li induce ad applicare l'eutanasia nei casi in cui questa pratica sia acclarata e necessaria. Non si può far soffrire chi si ama per mero egoismo,a loro parere. 

Il professor Lurie guarda con occhio talvolta incredulo la vita della figlia. Non lo accetta, non riesce. Almeno all'inizio. Anche le tensioni con i vicini e con i neri, poveri e violenti, lo intimorisce ed incupisce. Ciò non impedisce di darsi da fare, anche presso la clinica, dedicandosi all'infausto compito di incenerire i corpi dei cani trapassati. Sarà un crudo, efferato episodio di violenza sessuale perpetrato da tre loschi giovani di colore ai danni della povera Lucy a scuotere definitivamente David.Peraltro ustionato volontariamente dai cupidi aggressori nel corso dell'episodio. Non si tratta di rivalse di pelle. La ragazza rappresenta semplicemente una minaccia al dominio che l'uomo vuole sulla donna, ancestrale, archetipico e quindi da sempre esecrabile. 
I due, dopo l'episodio, non per forza legano. ma senza mai andare completamente d'accordo, sceglieranno di rimanere e di accettare le conseguenze, perché ormai sanno che quella vita è al loro e anche se piena di troppo velenose incognite, è l'unica che sanno di poter vivere. 

Un libro aspro, crudo nella sua non indulgenza, che spiega e narra di come il bene ed il male sono comunque ovunque, a prescindere da razza oppure religione o ceto sociale e l'essere umano è capace di entrambi nella misura più ampia e travolgente possibile. Una scrittura esemplare che non sorvola sul cruento ma neanche se ne pasce libidinosamente. Personaggi chiari, forti lineari anche nelle loro presunte o evidenti debolezze ed insicurezze. 

Coetzee, l'autore, nel 2003 vincerà il Nobel, ma di certo con questo romanzo dimostra senza ombra di dubbio le sue notevoli qualità introspettive e narrative che non sprofondano mai nello psicologismo arido e verboso, ma hanno dinamismo e forza.

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Pubblicata su www.ciao.it il 06.01.2013