giovedì 30 giugno 2016

L'uomo che guardava passare i treni (Georges Simenon)


Sarà che sui treni ci vivo. E capisco chi possa avere determinate manie. E ne apprezzo risvolti, antefatti e misteri. Dunque una tematica apparentemente consona, che poi mi sorprende. Perché è una storia tipo "Un giorno di ordinaria follia". L'avete visto quel film? Un eccezionale Douglas che impazzisce e devasta mezza città prima di essere arrestato. Può succedere sapete? Come capita a questo Popinga magistralmente descritto e narrato da un Simenon in forma smagliante e lontano anni luce dagli stereotipi di classe e di genere del suo personaggio più famoso, il commissario Maigret. Un uomo talmente comune da sparire nella folla. Che poi non ci sta più, a niente, costi quel che costi. Abbasso le convenzioni




Un pattern di stampo noir, ante litteram di parecchio, perché uscì in Francia nel 1938. Fulminato sulla via di Damasco, irriso dal suo datore di lavoro che dopo la bancarotta si finge suicida ed emigra all'estero, il nostro belga Kees Popinga decide che si vive una volta sola. Ed allora al diavolo la vita modesta e regolare, la famiglia amata e riverita, una esistenza grigia che nemmeno lo Stoner di Williams ne sarebbe capace, attento fino alla paranoia a non sviare, a non commettere eccessi,ad evitare inutili chiacchiericci sul proprio conto.
Ma si sa, si si vogliono infrangere le regole, si rischia grosso. Anche di commettere un omicidio e doversi inventare una vita da fuggiasco. Ma nulla ormai può fermare Popinga. Non guarderà più passare i treni, ne prenderà uno e lo farà deragliare senza neanche un tremore, un timore, un rimorso. Mettendosi alle calcagna tutta la polizia belga e francese, visto che si trova a scappare a Parigi.

Stile magistrale, descrizioni accurate e millimetriche, nessuna fibrillazione improvvisa ma tensione costante. Uno scenario credibile con psicologie borderline ma assolutamente realistiche. Non ci credevo, ma ora lo so. Simenon era una grande scrittore  e merita la fama che ha.
Sarà che il libro me lo prestò la mia nuova compagna e magari l'ho letto suggestionato anche da affari sentimentali. Ma ho gradito.