martedì 11 ottobre 2016

Giulia 1300 e altri miracoli (Fabio Bartolomei)


L'isola che non c'è. Forse. 

La condivisione. L'amore. Una vita che abbia una direzione se non certa perlomeno non affannata. Diego, Fausto, Claudio e Sergio. Più che un poker d'assi un quartetto senza archi e  per lo più stonato. Stonato dalla vita dal lavoro, dall'amore (ammesso che tale sia) oppure semplicemente da un carattere limitato.
E così i quattro, più per insofferenza che per voglia, aprono un agriturismo in Campania, sfruttando un casale a prezzo d'acquisto conveniente. Ma le magie non ci sono ed appunto serviranno miracoli, vuoi per propria od altrui incapacità.
L’allegra banda che presto crescerà di numero ha infatti dimenticato un po' di cose. I propri limiti, il proprio  vissuto e soprattutto la camorra, la corruzione, l'immigrazione clandestina ed una Giulietta 1300 che sotterrata per evitare guai, ha lo stereo che si accende ad intermittenza e trasmette musica classica. E non si spegne.

 
                  Scritto con la a me già nota sobria e "frivola" capacità, il romanzo è certo meno riuscito di We are family, ma già denota le indubbie qualità di Fabio Bartolomei. Il suo scanzonato "realismo magico, per così dire (non ha nulla a che fare con Marquez. Forse), riesce a giostrare con tono fiabesco, ironico, quasi melodrammatico tra le piccole e grandi amenità che appesantiscono la nostra quotidianità peraltro a tempo determinato. E per un problema risolto ce ne sono tre che sbocciano nella prateria della nostra esistenza.
Ma appunto, a volte succedono miracoli e la narrazione così impostata ne fa.
Così anche la camorra e i camorristi alla fine vengono presentati, pur nella loro innegabile malversazione  e malvagità, come dei bimbi in cerca di padre, di uomini semplici costretti e spadroneggiare perché non sono riusciti a realizzare le proprie aspirazioni.
Quanto ai protagonisti del giocoso pattern, ne emerge un ritratto impietoso sulla generazione attorno ai quaranta anni, più o meno miei coetanei. Spersi, sprovveduti, fallaci e caduchi, si illudono continuamente pur dimostrandosi disillusi. A quanto pare i maschi son presi di mira e cadono ciascuno a modo suo, senza nessun appello. Forse per Bartolomei è vero che il mondo sarà salvato dalle donne e speriamo abbia ragione.
Il finale consolatorio almeno dà una speranza, ma davvero, la vita è un'altra cosa, credo. Promosso il romanzo, ma non a pieni voti.