mercoledì 27 maggio 2015

Marinai perduti (Jean-Claude Izzo )

Il mio primo Izzo. Il mio primo ma decisamente convincente. Il mare. Con suoi affascinanti misteri, i suoi moti rabbiosi, i suoi placidi silenzi. Marsiglia, con la sua natura poliglotta e marina. E tre uomini. Tre marinai. Costretti all’esilio forzato dal loro ambiente naturale e per ciò dediti a ripescare dal loro passato quello che non è andato, quello che poteva andare meglio, quello che non potrà più succedere. L’irreprensibile capitano Abdul. Il riflessivo e  scontroso vice Diamantis. E il volatile e pieno di vita Nadim .


Diamantis sta decidendo se cedere alle avances di Mariette. Lui, navigato uomo di mare, sta inchiodato a terra, nel porto di Marsiglia, in quanto l’armatore della nave ha guai giudiziari abbastanza seri e finché non si sbloccano, l’imbarcazione non si muove. Non bastasse, ripensa alla sua vita amorosa, a quel lontano amore marsigliese di nome Amina che ancora lo ossessiona. La bella, incantevole Amina, che abbandonò per la navigazione  L’equipaggio ormai è ridotto a sole tre persone, gli altri hanno preferito farsi liquidare e andarsene. Abdul, il capitano, perso nell’amare i viaggi marittimi, è stato mollato dalla adorata moglie ed è ad un bivio o forse lo ha già superato e deve rassegnarsi a vivere da solo senza avere più ormai un sicuro e incostante approdo a terra,perché la sua famiglia non può continuarlo a pensarlo così lontano. Lotta contro sé stesso, beve di continuo e stritola rimpianti, soffoca rimorsi e piano piano si addentra nei meandri oscuri dell’ossessione. Nadim invece è ancora giovane, ingenuo e sbadato, si è fatto fregare soldi e passaporto da due donne, una giovane e irresistibile, l'arrapante marocchina Lalla e l’altra matura, secca e invincibile che per qualche misterioso modo è legata al suo vicecomandante greco.


Ci sono narratori che hanno un talento dirompente e indomabile. Leggere Marinai perduti ci mostra uno di quelli che ne hanno da vendere. La connotazione di Izzo è saper raccontare, senza avere remore, in questo caso la storia di tre uomini a loro modo diversi ed uguali, pieni di forza e di debolezze, sempre sul punto di naufragare anche se ormai pronti sempre ad indirizzare la rotta e navigare con la propria barca tra le onde della vita. Una scrittura che nella traduzione appare curata e perfetta, molto letteraria  e compatta, dove ogni lessema pare essere stato scolpito con abile sagacia di scultore della narrazione. Niente sembra fuori posto, nel dramma di esistenze molto tempestate, non c’è spazio per l’orpello, ma nulla è ridotto al mero essenziale. Di contorno la “solita” Marsiglia di Izzo, uno strano melting polt di culture, variegata umanità, amori, passioni, violenza, odio.