lunedì 10 agosto 2015

Il profumo (Patrick Sunskind)


L'universo umanocentrico non ammette deroghe. Costruito a misura e somiglianza, non permette di sgarrare. Così, presunti esseri razionali come ci riteniamo, ci inganniamo sapendo di farlo e ci eleviamo a superiori perché pensanti. A parte i ragionevoli dubbi sulla perfezione e universalità del pensare,posto che tutti utilizzino in maniera consona il cervello, in realtà dipendiamo pure dai sensi e neanche poco. L'olfatto per esempio, dirige, confonde, fonde e profonde sensazioni, scelte, azioni molto più di quel che si ritiene, data la nostra origine animale. Anche la sessualità ne è profondamente impegnata. Il profumo, una volta detto non a caso essenza, è almeno parte della nostra anima. Che ci piaccia o no, la Natura ha le sue invincibili leggi.

Francia, 18° secolo. Nasce in maniera quantomeno rozza, bislacca e priva di amore Jean-Baptiste Grenouille. Abbandonato subito dopo la nascita, mentre la madre viene presto uccisa, lasciandolo orfano. Adottato come capita, scopre che la vita fa schifo, amare è impossibile specie se si nasce rotolando da un bancone del pesce al mercato rionale, ma non tutto è perduto: Jean Baptiiste è infatti dotato di un olfatto straordinario, capace di carpire il minimo olezzo o flautolenza anche a distanza e di analizzarne i componenti comprese le percentuali. Celerà a tutti la sua ricchezza, mentre col tempo si dà da fare, con lavori di fortuna e la necessità di apprendere i trucchi del mestiere di profumiere. L'olfatto è un arma a doppio taglio, in quanto lo ossessiona, lo turba e sconvolge, lo porta a comportamenti efferati, compreso l'omicidio. Ci sono odori femminili cui non è possibile resistere, secondo Grenouille. La prima sarà un innocente ragazza colpevole di emanare una fragranza irresistibile e primigenia, pura, irresistibile a quanto pare.  

Sarà l'inizio di una tragica lunga serie. Jean bazzicherà profumieri famosi come Baldini facendone la fortuna, si ritirerà in esilio volontario, ubriacato dal profumo degli uomini e dallo stesso disgustato quanto mai. E' sensibile, il nostro naso d'oro dall'animo crudele e dal cuore di pietra, che sussulta solo quando odora essenze degne di tal nome. Tra varie peripezie articolate, alcune mistiche altre grottesche o carnali, condotte con piglio deciso ed una narrazione che non lesina sarcasmi e humour nero, drogato dalla sua stessa innaturale capacità diventerà un serial killer delicato quanto efficiente e spietato, arrivando ad eliminare con dissennata calma qualsiasi ostacolo al suo sogno di arrivare a creare il profumo dei profumi che dia inizio ad una nuova era, almeno olfattivamente parlando, sia inteso. Chissà se ce la farà. Solo, ignorato e sfruttato da tutti, dalla sua parte ha l'ignoranza della gente e l'assoluta mancanza di qualsiasi remora morale, così come la morale comune ha deliberatamente mostrato più volte di essere senza pietà verso coloro che apparentemente sono più deboli, solitari, introversi.

Romanzo dalla duplice caratteristica, una quasi noir, violenta,quasi sadica, l'altra surreale e grottesca. Un mix di elementi stridenti che però sono ben amalgamati da Patrice Suskind, drammaturgo e scrittore tedesco del 1942, di natura misantropesca e di scarsa cordialità a detta di Wikipedia, ignoto a molti fino al successo mondiale di questo libro che, al di là del tema, risulta confezionato in maniera deliziosa, accattivante, per restare in tema in una sola parola profumata. Risulta altresì ben dipinto l'ambiente descritto, anche se di un altro secolo e alcune stereotipate tipologie di persone, dalle spiccate caratteristiche, evidenti nel loro essere ingorde, avide, libidinose. Senza prolissità di sorta hanno atti, parole e movenze ben composte e ritmate.
Tutt'altra cosa, come spesso accade, il film di Tom Tykwer, uscito nel 2006, i cui diritti furono venduti da Sunskind per cifre cospicue, dove questo sottofondo quasi goliardico viene del tutto eluso, lasciandosi andare ad una pellicola che esaspera i la morbosità del protagonista, ponendo l'accento con insistenza solo sull'aspetto sessuale della faccenda, stravolgendo di fatto il messaggio completo che credo il libro voglia comunicare.

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Su Ciao.it il 30.03.2012