domenica 19 ottobre 2014

Le irregolari

"They're dancing with their fathers/ They're dancing with their sons/ They're dancing with their husbands/ They dance alone /They dance alone" (Sting) .
Non è un giardino ma vien voglia di parlare di vegetali. Non sono salici piangenti, ma rose sfiorite, e le spine ancora pungono all'interno del cuore. Non hanno particolari ideali, o cognizioni teoriche di stampo filosofico, anche se alla fine finiranno divise, certe che la propria strada è unica e non condivisibile. Sono spinte da uno dei più naturali ed animali istinti, quello materno. Chiedono un bene che non ha prezzo, che non viene venduto nei supermercati, che dovrebbe essere concesso a tutti ma che nella storia del mondo ha sempre avuto una scarsa circolazione e mai crisi d'inflazione. Loro vogliono solo la verità. Può costare tanto a volte, quasi tutto. 
In un paese terrorizzato e sottomesso madri e nonne di vittime se non innocenti perlomeno non certo giustiziate con crismi umani, si dettero appuntamento ogni giovedì a Plaza de Mayo, a Buenos Aires, capitale dell'Argentina, chiedendo conto della sorte dei loro figli o nipoti. Poiché chi comandava non vedeva di buon occhio questa scelta e questa testardaggine amorosa, si calcola che ne furono uccise circa 720. Di che parliamo? Siamo nel 1976, in Argentina, quando un golpe veloce e chirurgico ordito dai militari scalza dal potere Isabel, la terza moglie del defunto e "mitico" Perón . Per sette lunghi e terribili anni queste forze armate, crudeli e senza limite, si presero la briga di reprimere qualunque vera o presunta opposizione esistente nel paese, in nome di quello che essi stessi definirono in maniera tronfia e di connotazione quasi nazista Processo di Riorganizzazione Nazionale. Sulla scorta della già note "esperienze" in materia dello pseudo governo del vicino Cile condotto dal famigerato Pinochet, essi intrapresero una guerra silenziosa dove migliaia di persone vennero letteralmente dissolte, "scomparvero", da cui appunto il termine Desapericido. I quattro generali che comandarono il paese in quegli anni, Jorge Rafael Videla, Roberto Eduardo Viola, Leopoldo Galtieri, Reynaldo Bignone, morirono liberi o quasi, magari di morte naturale senza che mai effettivamente scontassero in maniera logica e consequenziale il peso delle loro colpe. Tenuto conto anche di quanto scritto nel testo in questione, desaparecido è un termine che ha fatto scuola ed epoca. E' un participio transitivo, usato in modo da implicare il significato di "chi è stato fatto scomparire". Come evidenzia fonte wikipediana, era una teoria ed una pratica in nome della segretezza con cui le forze governative agivano. Arresti senza testimoni, imputazioni risibili, detenuti obbligati a campi di concentramento, uccisi dopo torture, talvolta davvero da film horror o splatter che volete. Alcuni pare che fossero imbarcati sugli aerei e poi scaraventati nell'Atlantico col ventre squarciato da una coltellata affinché i loro corpi non tornassero poi a galla. Altro particolare da evidenziare è che molte donne che partorirono mentre erano detenute per poi essere uccise, ebbero loro figli che vennero illegalmente affidati a famiglie di militari o poliziotti o comunque popolo compiacente. Di quest'ultimo particolare il libro si interessa specificatamente, perché parla di loro, coloro le quali andarono alla ricerca di chi non sapeva da dove veniva e quello che avevano commesso nei confronti dei loro genitori. Con tutte le connivenze ed il dolore possibili a fare da corollario, in appena 227 piccole veloci pagine, dove il colore dei mondiali di calcio ospitati dall'Argentina nel 1978, fra feste, fasti ed onori, al culmine della strage sottesa, assumono le connotazioni di una incredibile ma vera storia di stordita ed orrida criminalità. Il libro di Massimo Carlotto, è veramente come recita il sottotitolo un tour dell'orrore che purtroppo rievoca stragi vicine e lontane, drammi di portata innaturale, cataclismi efferati messi in opera dalla torbida ed insana passione per il potere e la sopraffazione insito, come insegnava un lucido e tardo Freud, nell'animo umano tanto quanto la voglia di copulare. In "Le irregolari", uscito per la prima volta in Italia per le interessanti edizioni E/o nel 1998, racconta, anzi come un vecchio nastro tdk srotola senza mai fermarsi i dialoghi intrattenuti dal personaggio protagonista che è lo stesso autore ed alcuni dei testimoni o delle vittime del dramma argentino noto come la funesta saga dei desapericidos. Non è una storia edificante e se volete neanche appassionante. Ha quei crismi, quelle rughe, quelle ferite della storia vera. Scritta male, se vogliamo ed assemblata in maniera non certo esemplare purtroppo, ma urla, con la sua nuda e cieca sostanza di crudeltà, l'ennesimo crimine su larga scala commesso dall'unico animale al mondo che uccide solo per gusto e mai per sopravvivenza: il cosiddetto invecchiato, globalizzato, rimaneggiato uomo, animale a due gambe, dotato di perfido cervello. Il tutto dà l'idea di regalare uno stimolo alla conoscenza ed alla riflessione, uno spazio alla memoria. Un voler mettere su carta qualche rarefatta e distillata emozione, qualche piccola reminiscenza personale senza mai invadere quello che è la mission del protagonista del racconto, la forza vera e vivida delle cosiddette madri e la sconcertante, orripilante tragedia insita nel funesto eccidio silenzioso. Tra le righe, l'insoddisfatta ambizione di cambiare il mondo tipica di una generazione che ha pensato, sognato forse lambito a riuscire di farlo. E le solite magagne italiane, con il Pci nostrano che accoglie le madri ma resta fedele al silenzio di Mosca, foraggiata dal grano argentino e dunque mai apertamente avversa al regime fascistoide sudamericano, peraltro occultamente amico degli Usa ma ufficialmente denigrato dall'allora Presidente Carter. Storie di ordinaria Guerra fredda, per capire il prima e non accettare questo poi che ora viviamo.   "Mezzanotte,i nostri figli e le nostre figlie/ Sono stati sradicati,strappati a noi / Sentite pulsare i loro cuori....Noi sentiamo pulsare i loro cuori / Nel vento / Noi sentiamo le loro risate / Nella pioggia / Noi vediamo le loro lacrime / Sentite pulsare i loro cuori..." (U2)