venerdì 12 dicembre 2014

La notte del drive-in (Joe R. Lansdale)

Che gli zombies siano con voi.

Stasera si va al cinema, al drive in, ed il terrore è servito. Altro che svago, altro che popcorn e magari l'abbordaggio a qualche frivola squinzia di passaggio. Staserà sarà indimenticabile e la paura la farà da padrone. Ma non sarà su grande schermo, bensì dentro e fuori di noi, ne subiremo le scudisciate truculente e le conseguenze nefaste.

Siamo umani fino ad un certo punto, a volte diventiamo mostri e non solo per mere apparenze estetico-fisiche.

In fondo dove c'è paura prima ci deve essere stato il coraggio. O magari presto arriverà. Entrambe le forze, benché opposte fanno parte di una stessa natura: l'uomo.


Non so se è dunque consigliabilie andarsene un tranquillo venerdì sera ad un drive in chiamato Orbit, ubicato tra il Texas ed uno degli spaziosi ed effervescenti meandri della mente di J.R. Lansdale, americano del sud, apparentemente una delle migliori penne d'oltroceano, per andarsene a vedere un film cruento ed orrorifico,uno di quei prodotti di quel cinema più splatter e sanguinolento che esista, definito b-movie, che esteriorizza e ingigantisce le più ancestrali e puerili paure dell'uomo, dando vita a mostri ed altre creature spaventose che in vario modo e con varia fortuna danno vita (e morte, direi) a inenarrabili carneficine di impotenti ed ignari esseri umani.
Perché succede che un venerdì si entra all'Orbit ma non se ne esce più.
Non è la solita questione di traffico sulla tangenziale o la solita macchina in doppia fila del solito bovaro di provincia che profitta della mancanza di vigili urbani.
No.
Una stella cometa poco natalizia o assai simile ad una malefica parente di quella di Halley sbarrerà tutti gli accessi di entrata e di uscita, imprigionando decine e decine di spettatori in cerca di svago e che diventano prigionieri di un incubo.
Tutto può succedere e succede di tutto, in questa cella all'aperto racchiusa da uno sbarramento misterico e misterioso, con come cibo solo un paio di sforniti e sgangherati chioschi di pop corn e coca cola e sugli schermi proiettati senza sosta film che ormai si proietteranno all'jnfinito, ben tre, con zombies, vampiri, assassini uncinati ed uncinanti, mostri, mostruosità, varie ed eventuali.
E allora...
Questo il succo del primo romanzo della saga del Drive in di Lansdale,con un meno riuscito seguito di cui è necessario non parlare, per rispettare gli amanti della trama ad effetto, anche se la suspence non è il vero obiettivo dello scrittore, ma più che altro un arteficio per dimostrare l'indimostrabile, ovvero la vera natura dell'essere umano di fronte alle estreme conseguenze. 
Saga brevissima e fulminante, contenuta non senza troppe brusche accelerazioni ,con sgasate d'effetto ma troppo poco narrativizzate, il doppio romanzo accumuna ed accumula il possibile e l'impossibile, tra presunti scenari di fanta-fiction ed improvvise apparse di mondi dalle inquietanti presenze stile Jurassic park, strade che non arrivano mai, alberi riottosi e jungle di pellicole che stritolano ed inceneriscono gli esseri umani, con come contorno una serie di simpatiche presenze umanoidi dedite allo stupro ed al cannibalismo.
Come se non bastasse come altereghi dei giovani e spaesati protagonisti, strampalati estratti dei più comuni sterotipi della middleclass sudista statunitense, le due icone del Male, le due mostruosità che incarnano l'essenza stessa del terrorifico, ovvero Popalong, un essere nato dall'accoppiamento esteticamente infelice e sessualmente improbabile fra un uomo ed uno schermo televisivo e il Re del popcorn, sorta di mais cotto e demoniaco, goloso di carne umana quanto di Pepsi cola, con forza sovrumana e una pietà che rasenta lo zero assoluto ed anche di meno. Al di là della episodica e arruffona definizione data dai primi critici, nel definire i romanzi in questione come mera "fantascienza", questo libro che contiene due lunghi racconti è un'ardita e quasi picassiana e surreale metafora di alcuni gangli poco benefici che attenagliano l'umanità di fine secolo ed una poco edificante passeggiata per le morbosità e le crudeltà che l'uomo sa mettere in scena quando invece solo la razionalità ed il rispetto potrebbero salvare il salvabile. Il fatto che lo scenario principe si ambienti in una delle icone sacreamerican-dream, santuario quale è e sarà il drive-in, che ha  dato buccia e polpa ai frutti dell'americanismo soprattutto italiano , lascia intendere scelte narrative non dettate dal caso o dall'opportunità ma legate ad un preciso filo conduttore che è ascrivibile alla poetica di un determinato scrittore.
Uscito per i mitici ma ormai consunti tipi di Urania Mondadori (storica collana assolutamente dedicata al genere fantascientifico) nel 1991, tre anni dopo la pubblicazione in America, i due testi hanno immediatamente visto la loro riconciliazione con la narrativa tout court abbandonando quella di genere ed attualmente sono reperibli su "Stile libero" diEinaudi. A dimostrazione che questo narrato, che lanciò Lansdale nella carriera di scrittore, senza sotterfugi pretende e protende a sconvolgere non per il mero gusto di farlo ma per seminare dubbi e riflessioni propri del lettore che non aspetta dalla letteratura solo emozioni ed emotività, ma da essa cerca linfa e stimolo per rimanere o tornare piu mano che si possa.